Peter BEHRENS, AEG-Alte Fabrik für Bahnmaterial, Berlin-Wedding, 1906-1909 / 1911-1912




Nel 1906, su un progetto elaborato da Kraatz l'anno precedente, era iniziata la realizzazione della Vecchia fabbrica per il materiale ferroviario, al cui interno, a partire dal 1909, verranno prodotti motori per locomotive, elevatori, gru e ogni sorta di prodotti elettrici e meccanici per attrezzature e impianti ferroviari. Su richiesta dell’azienda, già nel 1911 Behrens venne incaricato di ridisegnare la facciata "pubblica" su Voltastraße. Qui, seguendo le indicazioni di Kraatz, era stata realizzata una facciata plastica a cinque piani, mossa da contrafforti sporgenti e da tre avancorpi porticati che, nella parte alta, erano più alti rispetto al resto della facciata. Le superfici erano inoltre arricchite da decorazioni neogotiche a intreccio; le sezioni laterali e il corpo centrale erano caratterizzati dalla presenza di contrafforti a gradoni, motivo architettonico ripreso dalle precedenti costruzioni realizzate da Schwechten, sempre per gli impianti industriali AEG. Nella nuova facciata, Behrens mantenne la struttura a cinque piani, ma rimosse le decorazioni storicistiche e levigò gli alti contrafforti in laterizio, trasformandoli in pilastri di ordine gigante ripresi dalla tradizione classica. Orizzontalmente la facciata viene ora attraversata da architravi dello stesso materiale, ma leggermente arretrati rispetto agli elementi verticali, conferendo in questa modo una maggiore tridimensionalità al prospetto. In questo reticolo sono state ricavate ampie vetrate quadrate (suddivise internamente da vetrate minori, sempre quadrate, da un telaio metallico) che permettono di avere degli interni molto luminosi, funzionali alla produzione. Questa struttura reticolare, così come le ampie aperture e l’assenza di elementi ornamentali, avvicinano questa facciata al linguaggio architettonico modernista, senza però rinunciare ai motivi storicistici e agli equilibri compositivi classici. La planimetria complessiva è a doppia T, con ali perpendicolari al corpo principale posto lungo l'asse stradale. I corpi che si sviluppano sulla corte interna sono ancora quelli in tipico stile neogotico elaborati da Kraatz, ma con le due ali che terminano con un elemento moderno costituito dal fastigio-frontone poligonale. Le pareti in laterizio, simili a quelle esterne, presentano anche qui ampie vetrate quadrate, ma inserite in una potente maglia reticolare costituita da pilastri a gradoni e architravi arretrati. Sulle ali si appoggiano snelle torri con copertura a falde inclinate in piombo contenenti i vani scala. Nell’alta torre dell´ala destra, sopra le aperture delle finestre delle scale divise tra loro da snelle lesene, si trova il blocco geometrico del serbatoio dell'acqua che termina con una copertura a due falde. Questa monumentale torre slanciata verso il cielo, che chiaramente riprende la tradizione architettonica medievale tedesca, domina la corte della fabbrica, mentre l’orologio, che si trova tra il vano scala e il serbatoio, svolgeva la funzione di ritmare l’orario della giornata lavorativa. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)