Otto SALVISBERG, Weiße Stadt, Berlin-Reinickendorf, 1929-1931




La Weiße Stadt è un insediamento residenziale a carattere sociale voluto da Wagner, assessore all’urbanistica di Berlino. A Salvisberg venne affidata la pianificazione urbanistica, mentre per la progettazione architettonica l’area venne suddivisa in tre grandi lotti ed assegnati ad Ahrends, Büning e Salvisberg. In soli due anni furono realizzati 1.286 alloggi, tutti dotati di bagno, WC, balcone e riscaldamento. Rispetto alle altre famose Siedlungen degli anni Venti, questo intervento si inserisce in un sistema stradale già esistente. L’insediamento si estende dalla Lindauer Allee alla Emmentaler Straße ed è tagliato internamente dalla Aroser Allee. Dal punto di vista architettonico, si distingue per la compresenza di costruzioni ad angolo, sul margine della strada, diritte, curve e spezzate, a schiera e a blocco chiuso. Lungo il perimetro si trovano edifici in linea, mentre nelle aree interne gli edifici sono orientati da nord a sud. Le costruzioni, dalle forme geometriche con facciate bianche e grandi aperture quadrilatere, sono un tipico esempio architettonico della Neue Sachlichkeit. Dalle superfici si staccano solo alcuni elementi colorati, come le sporgenze dei tetti, i pluviali, le porte e gli infissi delle finestre che, per contrasto, accentuano la lucentezza delle facciate, talmente levigate da conferire alla superficie la delicatezza di una sottile membrana. Nel quartiere erano distribuite varie attrezzature collettive e tecniche come l’asilo nido, il centro medico, la farmacia, negozi al dettaglio, una scuola di educazione stradale, una caffetteria, la centrale termica di quartiere con annessa lavanderia centralizzata (progettata da Büning, demolita nel 1969). Salvisberg ha progettato l’area settentrionale, lungo la Aroser Allee, dove ha creato un edificio lungo ben 280 mt. Ma la costruzione più spettacolare è la Brückenhaus, l’edificio-ponte che scavalca Aroser Allee e che si configura come una monumentale porta urbana. È alto 4 piani e continua in due corpi laterali coi quali forma un’unità edilizia. La facciata nord è strutturata da lunghi ballatoi d’accesso agli alloggi, mentre in quella sud corrono i parapetti dei balconi che ne accentuano l’orizzontalità. È l’unica costruzione in cemento armato, mentre le altre sono ancora in muratura portante. La struttura centrale a ponte è infatti sostenuta solo da quattro esili setti in cemento armato. Büning ha progettato il settore centrale dell’insediamento, compreso tra Genfer Straße e Schillerring, e tre unità lungo la Emmentaler Straße. La sua architettura si caratterizza per un linguaggio freddo e geometrico; le sue unità hanno una planimetria a L e formano corti aperte in cui il verde fluisce da un lotto all’altro. Sulla Emmentaler Straße e sulla Genfer Straße, i suoi edifici si appoggiano a due edifici preesistenti, ma dai quali si staccano visivamente per la presenza di un corpo di fabbrica alto e stretto. L’intervento di Ahrends è delimitato a nord dalla Schillerring e a sud dalla Emmentaler Straße ed è tagliato in due dalla Aroser Allee. La costruzione più caratteristica è costituita da due corpi gemelli posti uno di fronte all’altro all’ingresso nel viale. Sono due edifici sporgenti a sbalzo alti 5 piani che formano due brevi porticati; si configurano come una porta urbana che inquadra visivamente la Aroser Allee. Lungo i lati del viale si sviluppano due corpi continui a 3 piani, che accentuano l’andamento curvilineo della strada. A ovest del viale è presente un enorme edificio a blocco con corte interna a verde pubblico, ad est brevi unità edilizie disposte fianco a fianco lungo il perimetro dell’isolato. Tra i due edifici paralleli interni, Ahrends progettò la scuola materna completamente immersa nel verde. L’intonaco dipinto di bianco, rifatto negli anni Ottanta, è stato ritenuto di grande valore storico e quindi tutelato. Insieme ad altri 5 insediamenti residenziali di Berlino, la Weiße Stadt dal 2008 fa parte del patrimonio mondiale UNESCO. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)