Emil FAHRENKAMP, Shell-Haus, Berlin-Tiergarten, 1930-1932




La Shell-Haus fu realizzata da Fahrenkamp dopo aver vinto un concorso indetto nel 1929. Fu costruita per ospitare gli uffici centrali della società petrolifera Rhenania-Ossag-Mineralölwerke AG, affiliata alla Shell. Inaugurata nel 1932, divenne presto uno degli edifici berlinesi più noti tra quelli realizzati durante la Repubblica di Weimar. Occupa i quattro lati di un lotto trapezoidale definito da Reichpietschufer, dalla Hitzigallee e dalla Stauffenbergstraße al cui interno è stato ricavato un cortile. È stata una delle prime costruzioni di Berlino con struttura portante completamente in acciaio. Per ridurre le vibrazioni prodotte dal traffico stradale vennero disposte delle feritoie sotto i marciapiedi sul perimetro in modo da attenuare le vibrazioni della struttura metallica. Le pareti esterne vennero rivestite con lastre in travertino romano fatte arrivare appositamente da Tivoli. La particolare conformazione della facciata lungo il Landwehrkanal, ne fa una delle opere più appariscenti tra quelle del modernismo tedesco. È concepita come una struttura "organica" che cresce gradualmente sia in avanti che verso l’alto, passando dai cinque livelli sull’angolo Reichpietschufer/Hitzigallee fino ai dieci all’imbocco del Bendlerbrücke. La facciata è disposta obliquamente e assume una conformazione a sei onde che sembra riecheggiare il movimento dell’acqua che scorre lungo il canale sul quale si affaccia. Questo movimento ondulatorio coinvolge anche le finestre, che insieme ai loro telai in bronzo e ottone, avvolgono come dei nastri la facciata mediante le vetrate bombate. Il progressivo slittamento dei volumi, le vetrate arrotondate e l’assenza di spigoli vivi sono in netto contrasto con le rigide geometrie del contemporaneo Razionalismo berlinese. Le forme semplificate e senza decorazioni, le superfici bianche in contrasto con le finestre tutte uguali e disposte in una griglia geometrica, ne fanno un tipico prodotto della Neue Sachlichkeit tedesca. Inoltre le forme incurvate, che reagiscono in modo differenziato alla luce, ne accentuano il dinamismo, rivelando in ciò anche alcuni richiami espressionisti. All’ingresso si apre un elegante foyer con ampie vetrate, pareti con rivestimento in onice verde scuro e pavimentazione in granito nero. Negli ultimi giorni della II Guerra mondiale l'edificio subì gravi danni ai piani superiori. Malgrado ciò la Shell-Haus è riuscita ad evitare la demolizione. Nel 1946 nell’edificio vi si trasferì l'amministrazione centrale della società energetica BEWAG, che nel 1952 riparò i danni di guerra. Nel 1958 l’opera venne messa sotto tutela in quanto monumento storico. Malgrado questo riconoscimento, l'edificio rimase per anni in stato di abbandono. Nel corso del tempo il palazzo subì molti restauri parziali, ma solo dal 1997 la BEWAG iniziò i costosi lavori di restauro da svolgersi nel pieno rispetto del progetto originale. Vennero sostituite le lastre in travertino dell’intera facciata (per l’occasione venne riaperta la cava nei pressi di Roma da anni in disuso) e si decise inoltre di rinunciare all’isolamento termoacustico delle vetrate, pur di non alterarne l'originale profilo ondulato delle aperture. I lavori si conclusero nel 2000 e nello stesso anno divenne sede della GASAG, la società del gas della città di Berlino. Successivamente l’intera area della Shell-Haus, di ben 15.700 mq, venne acquistata dalla Viterra Gewerbeimmobilien GmbH che fece abbattere gli ampliamenti realizzati nel 1967 fino alla Sigismundusstraße, e al suo posto fece costruire il Maritim Hotel Berlin con 500 camere (aperto nel 2005). Scaduto il contratto d’affitto con la GASAG, nel 2012 la Bundesanstalt für Immobilienaufgaben (BImA) ha firmato per conto del Ministero della difesa un contratto d’affitto per cinque anni per il il trasferimento nell’edificio della sede berlinese del ministero. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)