Internationale Bauausstellung Berlin 1957 / Hansaviertel, Berlin-Tiergarten, 1956-1957



Fin dalla sua nascita, la Germania Ovest era determinata a inquadrare il proprio sviluppo edilizio nel contesto culturale occidentale. Nel 1953 il Senato di Berlino Ovest decise di organizzare una Internationale Bauausstellung (Esposizione Internazionale di edilizia) per la ricostruzione dell’Hansaviertel. Prima della II Guerra mondiale l’Hansaviertel era uno dei quartieri più eleganti della città; edificato nel 1885 in stile guglielmino tra la Spree e il Tiergarten, fu totalmente raso al suolo durante i bombardamenti. L’obiettivo dell’esposizione era quello di contribuire alla creazione della città del futuro mediante nuove concezioni architettoniche. La mostra, che aveva per tema "Stadt der Morgen" (La città del domani), si proponeva di far vivere gli abitanti nel centro della città senza però rinunciare a "luce, aria e sole". Per gli organizzatori, la mostra doveva giocare un ruolo fondamentale anche dal punto di vista propagandistico, in quanto doveva rappresentare una sintesi del dibattito dell’architettura moderna inerente la funzione residenziale urbana, volutamente contrapposta agli enormi blocchi edilizi prefabbricati che Berlino Est stava realizzando proprio in quegli anni sulla Stalinallee. L’Hansaviertel doveva essere l’esempio di modernità abitativa, con palazzi di vario stile, verde, scuola, biblioteca, chiesa, area commerciale e stazione della U-Bahn, per mostrare il benessere che il sistema occidentale stava portando tra i cittadini. L’area a disposizione si trova a nord-ovest del Tiergarten, in cui già nell’immediato Dopoguerra si era pensato di realizzare un quartiere residenziale. Nel 1953 venne bandito un concorso, vinto da Jobst, Kreuer e Schliesser. Ma il loro progetto, che definiva alcune coordinate fondamentali del futuro insediamento, non ebbe seguito. La direzione del piano generale fu assegnata a Bartning; egli si espresse a favore di una nuova proposta che prevedeva di disporre liberamente, nel verde a est della linea della S-Bahn, edifici in linea. Grazie al contributo di Bakema e Scharoun questa proposta verrà approvata nel 1955. Essa prevedeva di assegnare gli edifici ad architetti tedeschi e stranieri. Per la realizzazione, effettuata nel 1955-1957, furono invitati a Berlino Ovest architetti di fama internazionale, in particolare Aalto, Gropius e il TAC, Niemeyer, Le Corbusier, Luckhardt, Baumgarten, Eiermann, Baldassarri, Van Broek+Bakema, M. Taut, Jacobsen (Mies van der Rohe non accettò). A Le Corbusier fu chiesto di partecipare con una Unité d'habitation, ma di grandezza adeguata al sito; l’architetto però si oppose e gli fu messa a disposizione una vasta area presso l’Olympia Stadion. Questi architetti dovevano concepire un quartiere-esposizione che fosse in grado rappresentare in modo esemplare le conquiste dell’urbanistica occidentale. Il modello urbano della città diradata mediante un’edilizia a misura d’uomo e libera, ha trovato qui la sua concretizzazione più esplicita a Berlino. Nel progetto esecutivo, agli allineamenti stradali preesistenti venne sostituita un’edilizia aperta e rada, che molti critici giudicarono inappropriata per una zona così centrale di Berlino. Il quartiere si compone di edifici di tre tipologie edilizie: lungo la S-Bahn sono disposte a nord torri di 16-18 piani, e più a sud edifici in linea fino a 8/10 piani con orientamento E-O; nelle zone più appartate case a patio da 1 e 2 piani. Rispetto ai modelli urbanistici anni Trenta, è scomparsa la "rue corridor" sostenuta da Le Corbusier; un sistema articolato di piccoli lotti, con le attrezzature relative a scuola, chiesa e supermercato, trova riscontro nella gerarchia delle strade. In posizione centrale si trovano la stazione della U-Bahn, una biblioteca, un teatro e spazi commerciali. Nel suo insieme, l’Hansaviertel è stato per anni considerato una rassegna dell’architettura occidentale degli anni Cinquanta, sia per la disposizione degli edifici che per il rapporto col verde pubblico. Inizialmente l’insediamento fu apprezzato dalla cittadinanza, in quanto primo quartiere residenziale moderno della città. Ma fin dalla sua ultimazione, è stato anche oggetto di critiche da parte della cultura architettonica internazionale. In particolare, il piano urbanistico, composto di edifici di tipologie diverse, è stato letto come puramente dimostrativo, accademico e privo di coerenza. Fu criticato per la sua frammentarietà e per presentato un’architettura solo "di facciata". Anche la scelta di realizzare edifici isolati immersi nel verde, presenta oggi vari difetti: il carattere dell’insediamento, pur situato in zona centrale, appare quasi suburbano; il solo verde pubblico non è stato sufficiente a creare lo sperato effetto urbano e il senso di appartenenza; infine, le strade si riducono alla pura funzione veicolare, perdendo ogni carattere sociale o commerciale. Dal 1995 l'intero quartiere è stato posto sotto tutela monumentale. Dal 2001 è diventato ufficialmente un Ortsteil (quartiere indipendente e parte integrante del distretto di Mitte). (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)

01. Hans MÜLLER, Berlin
02. Günther GOTTWALD, Berlin
03. Wassili LUCKARDT + Hubert HOFFMANN, Berlin
04. Paul SCHNEIDER-ESLEBEN, Düsseldorf
05. Bezirksamt Tiergarten / Amt für Hochbau Berlin
06. Willy KREUER, Berlin
07. Ernst ZINSSER + Hans Rudolf PLARRE, Hannover/Berlin
08. Luciano BALDESSARI, Mailand
09. Johannes Hendrik VAN den BROEK + Jacob Berend BAKEMA, Rotterdam
10. Gustav HASSENPFLUG, München
11. Raymond LOPEZ + Eugène BEAUDOUIN, Paris
12. Hans SCHWIPPERT, Düsseldorf
13. Werner DÜTTMANN, Berlin
14. Otto SENN, Basel
15. Kay FISKER, Kopenhagen
16. Max TAUT, Berlin
17. Franz SCHUSTER, Wien
18. Egon EIERMANN, Karlsruhe
19. Oscar NIEMEYER, Rio de Janeiro
20. Fritz JAENECKE + Sten SAMUELSON, Malmö
21. Werner DÜTTMANN, Berlin
22. Alvar AALTO, Helsinki
23. Pierre VAGO, Paris
24. Walter GROPIUS
25. Klaus MÜLLER-REHM, Berlin
26. Ludwig LEMMER, Kaiser-Friedrich-Gedächtniskirche
27. Paul BAUMGARTEN, Berlin
28. Eduard LUDWIG, Berlin
29. Arne JACOBSEN, Kopenhagen 30. Gerhard WEBER, Frankfurt/M
31. Alois GIEFER + Hermann MÄCKLER, Frankfurt/M
32. Johannes KRAHN, Frankfurt/M
33. Wolf VON MÖLLENDORF + Sergius RUEGENBERG, Berlin
34. Sepp RUF, München
35. Günter HÖNOW
36. Hermann FEHLING + Daniel GOGEL + Peter PFANKUCH, Berlin