Walter GROPIUS, Interbau-Wohnhaus, Berlin-Tiergarten, 1956-1957





È l’Unità abitativa progettata da Gropius in collaborazione col TAC, presentata all'Internationale Bauausstellung Berlin del 1957. Dopo anni trascorsi negli Stati Uniti, questo progetto sancì il ritorno dell’architetto nel panorama architettonico della Germania Ovest del Dopoguerra. Si tratta di un edificio multipiano leggermente ricurvo, alto 25 mt, realizzato nell’area centrale dell’Hansaviertel, all’intersezione tra Klopstockstraße e Händelallee. Ha una profondità di 10 mt e una lunghezza di 80 mt. È stato realizzato con la tecnica ormai consolidata del calcestruzzo armato, con struttura portante a telaio; le pareti esterne in laterizio hanno uno spessore di 25 cm; la muratura esterna è intonacata. L'edificio contiene 67 appartamenti tutti di 3,5 vani, ma suddivisi in tre tipi, le cui dimensioni spaziano tra i 71 e gli 81 mt. I diversi tipi di alloggi differiscono tra loro solo per la disposizione delle logge; in essi tutti i vani sono accessibili direttamente dall’atrio di ingresso. Nel Typ I la loggia si trova davanti alla cucina e alla camera da letto ed è raggiungibile anche lateralmente dal soggiorno; nel Typ II la loggia si estende su tutta la larghezza del soggiorno; negli appartamenti d'angolo, Typ III, le logge si trovano sui lati della casa. Al primo piano è presente il Typ I; al secondo e al terzo il Typ II con il Typ III agli angoli; al quarto e quinto piano di nuovo il Typ I; al sesto e settimo piano seguono il Typ II e III, e all’ottavo torna il Typ I. Tutti hanno una loggia coperta rientrante, grande abbastanza per essere usata anche come vano aperto; essa protegge la cucina dal calore estivo; a fianco sono presenti invece le pareti vetrate. Questa articolazione determina che ogni due piani le logge si scambino la posizione. Rispetto alla tradizione funzionalista, le cucine sono posizionate a sud in modo da avere una vista migliore; esse sono attrezzate con mobili prefabbricati incassati. Il Typ IV è stato ricavato solo nella parte occidentale della copertura piana; qui sono presenti tre alloggi mansardati, leggermente arretrati dal piano della facciata in modo da creare un tetto-terrazza. La conformazione della facciata rivolta a sud, verso il Tiergarten, è quella concava. Qui, ogni due piani, è presente una lunga e sottile cornice orizzontale che segna il passaggio a un diverso disegno della facciata; alternando la posizione dei parapetti in lamiera in acciaio smaltato delle logge e delle verande vetrate, si è ottenuto un particolare effetto a scacchiera che determina un ritmo regolare, ma mosso e chiaroscurato, accentuato anche dall’alternarsi di superfici brune, rosse, bianche e vetrate. È proprio la composizione di questa facciata che ha fatto del progetto di Gropius un tipico esempio del tardo Razionalismo. Il retro dell’edificio, completamente vetrato, è invece strutturato da una griglia ortogonale composta da fasce che suddividono i vari piani orizzontalmente, dai pilastrini bianchi in cemento armato e dai telai che sorreggono le vetrate. Questa facciata è ritmata verticalmente da quattro blocchi a torre (uno dei quali raggiunge il nono piano) che contengono i vani scala, gli ascensori e gli scivoli per lo smaltimento dei rifiuti domestici. I vani scala danno accesso a due alloggi ciascuno. Gli ascensori si fermano nei mezzanini dei vani scala e ad ogni due piani; pertanto si deve salire o scendere di mezzo piano per raggiungere l'ascensore. Il piano terra è aperto e libero; qui sono presenti passaggi pedonali, piccoli magazzini per gli inquilini, lavanderie automatiche (ora chiuse) e la stanza per il riscaldamento centralizzato (l’edificio è ora allacciato all’impianto di teleriscaldamento). Malgrado queste novità, l’Unità abitativa di Gropius suscitò però molte polemiche tra i contemporanei; la costruzione fu giudicata di un formalismo troppo pretenzioso a svantaggio dell’organizzazione razionale degli alloggi. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)