Hans SCHAROUN, Laubengangwohnhaus am Goebelstraße, Berlin-Charlottenburg, 1956-1958




È l'edificio con cui viene ampliata e chiusa a oriente la Siedlung Siemenstadt, che qui si trova già nel territorio di Charlottenburg. Esso non è concepito come un corpo autonomo, ma come prolungamento del lungo edificio in linea leggermente ricurvo di Bartning del 1929-1930, che costituisce il Block VI della Siedlung Siemensstadt. Durante la II Guerra mondiale la parte orientale di questa costruzione fu gravemente distrutta dai bombardamenti; la ricostruzione venne eseguita da Scharoun, che lo prolungò di 3 unità abitative. A chiusura dell’edificio, nei pressi della Goebelplatz, l’architetto aggiunse, nel 1956-1958, la Laubengangwohnhaus, progettata con la collaborazione di Biermann e dello stesso Bartning. Dal punto di vista architettonico, la nuova unità contrasta nettamente con l’edificio preesistente, col quale non cerca alcun dialogo formale. Mentre l’edificio su cui si appoggia è caratterizzato dal tipico linguaggio essenziale del Razionalismo anni Venti/Trenta, qui prevalgono planimetrie articolate, aggetti e rientranze, angoli arrotondati che evitano le forme rigidamente cubiche. In questa unità, Scharoun riprende e rinnova i motivi e le citazioni dell’architettura navale, già utilizzati nel suo corpo in linea su Jungfernheideweg del 1929-1930, sempre all’interno della Siedlung Siemenstadt. In particolare, il fronte su Goebelstraße è caratterizzato da lunghi ballatoi coperti, sovrapposti tra loro, su cui si affacciano le unità abitative con gli ingressi, le finestre quadrate e quelle a oblò. Il contrasto è anche cromatico; mentre l’edificio di Bartning ha il color grigio dell’intonaco, qui i parapetti esterni dei ballatoi e i serramenti sono rosa su sfondo bianco candido. La nuova unità di Scharoun, alta 4 piani, è arretrata e più bassa rispetto all’edificio su cui si accosta (non è presente il piano sottotetto). Tra la cortina dell’edificio di Bartning e la facciata arretrata del nuovo edificio, è posizionato il vano scala, vetrato e arrotondato; l'andamento a zig-zag della parete muraria, disegna sulla via la presenza delle rampe della scala. Questa soluzione architettonica, ha conferito una maggiore vivacità e varietà alla cortina stradale su Goebelstraße, dominata dalla lunga facciata monotona e leggermente concava di Bartning. L’articolazione compositiva si accentua verso la Goebelplatz; qui la testa l’edificio si allarga e si piega organicamente in più direzioni, conferendo all’edificio una forte sensazione dinamica. Se osservata dalla Heilmannring, la testa mostra tutta la sua complessità architettonica, determinata dalle altezze gradonate, dalla presenza di balconi aggettanti appuntiti, dalle ampie finestre e dalla varietà di colori. L’articolazione planimetrica è ancora più forte sul lato interno, verso sud, che si affaccia sul verde pubblico della Siedlung Siemensstadt. Su questo lato, la planimetria assume una forma a foglia seghettata; il prospetto è articolato a zig-zag, in modo da ricavare un maggio numero di aperture e quindi sfruttare maggiormente la luce solare. Qui l’aggancio con l’edificio di Bartning avviene tramite balconcini triangolari. Rispetto alle forme geometriche ed essenziali presenti in gran parte della Siedlung, in questa unità edilizia Scharoun ha ripreso il suo tipico linguaggio espressionista, caratterizzato da profili ricurvi, trasparenze, linee spezzate che disegnano sulla parete esterna la disposizione degli spazi interni. Questo linguaggio, con tetto piano, ma articolato su più livelli, intonaco colorato, lunghi ballatoi e balconi rivolti direttamente verso la strada, finestre rotonde, testa complessa e articolata, verrà sperimentato e approfondito nelle Wohngehöfte della Siedlung Charlottenburg-Nord (negli anni 1956-1961). (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)