Hans SCHAROUN, Berliner Philarmonie, Berlin-Tiergarten, 1960-1963





È il principale capolavoro di Scharoun, opera-manifesto del Neoespressionismo organico e una delle massime realizzazioni al mondo nell'ambito delle sale da concerto. Fu realizzato dopo aver vinto il concorso indetto nel 1956. La progettazione andò avanti fino al 1959 e nel 1959-60 venne deciso di localizzare l’edificio sulla Kemperplatz, all’interno del complesso culturale del Kulturforum, con l’obiettivo di mostrare "il grado di civilizzazione del mondo occidentale". L'aspetto complessivo, simile ad una grossa tenda irregolare, è dovuto all'adattarsi dei volumi all'organizzazione pentagonale interna. L'esterno non presenta facciate in senso tradizionale, ma un accostamento di pareti convesse dal profilo ondulato. Dal corpo principale aggetta una copertura vetrata che porta al foyer. Tre grandi linee curve determinano il profilo anteriore della copertura, la cui la quota massima di 22 mt si trova esattamente al di sopra del podio del direttore d’orchestra. La struttura portante è in calcestruzzo armato; le superfici convesse della copertura sono sorrette da solette che scaricano il peso su cinque travi a sezione variabile, con una luce non superiore ai 52 mt. Superato l’ingresso si entra nel foyer strutturato in rampe, ponticelli e piattaforme a differenti livelli che si proiettano verso l'alto in più direzioni. Mentre l’architetto ha rinunciato a ogni elemento rappresentativo nella sezione del prospetto in cui si trova l'ingresso, la costruzione mostra tutta la sua originalità nella sala. Qui viene espresso plasticamente il concetto che "ascoltare la musica è un evento collettivo che unisce ascoltatori e musicisti". Per far questo, al posto della classica visione frontale del gruppo musicale, l'orchestra è stata posta al centro dell’auditorium. Il palcoscenico tradizionale è stato sostituito da una complessa struttura pentagonale che si snoda intorno alla buca centrale per l’orchestra, la zona più bassa della sala. La sala contiene 2.200 posti a sedere disposti ad anfiteatro intorno all’orchestra. In questo modo si rompe la tradizionale divisione orchestra-pubblico, in quanto, qui, questi due elementi, si compenetrano l'uno nell'altro. Come in un terreno a terrazze, i settori degli spettatori si spingono gli uni negli altri, garantendo all'edificio, privo di pilastri, un'acustica uniforme in tutti i settori e una visione eccellente da ogni posto. L’architettura interna è caratterizzata da linee sinuose, curve ed angoli appuntiti che si fondono armonicamente tra loro. La particolare forma del soffitto, le pareti senza finestre, le diverse inclinazioni dei muri sono state articolate in funzione di precise leggi acustiche. Gli studi sulla diffusione dei suoni hanno infatti determinato la forma della sala e della copertura, la disposizione dei musicisti, del direttore d’orchestra e degli spettatori. La diffusione della musica avviene tramite la complessa forma del soffitto, il cui andamento curvilineo è un espediente per migliorare l’acustica, tanto che si ha come l’impressione che il suono provenga dall’alto. Sulle travi sono state fissate 136 piramidi triangolari che smorzano i bassi, mentre gli elementi curvi in poliestere, sospesi e regolabili in altezza, impediscono la dispersione del suono. Gli altoparlanti disposti nelle pareti laterali hanno il compito di diffondere il suono in tutto l’auditorium. In questa architettura organico/espressionista è possibile vedere una sorta di paesaggio naturale formato da una vallata terrazzata con i declivi scoscesi, con i posti a sedere disposti in modo tale ricordare le file dei vigneti, con al centro il fondovalle (l’orchestra), il tutto sormontato da un avvolgente cielo stellato (il soffitto convesso). Fino al 1979 le superfici esterne mostravano la loro struttura portante in calcestruzzo armato. Per ragioni finanziarie la doratura, composta da piastre di alluminio anodizzate color oro, venne aggiunta solo nel 1980-81. Questo colore crea un contrasto cromatico col candore del tetto. Dopo la riunificazione della Germania (1991), la Berliner Philarmonie è diventata uno dei maggiori centri della vita culturale della città. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)