Hans SCHAROUN, Kammermusiksaal der Berliner Philarmonie, Berlin-Tiergarten, 1972 / 1984-1987




È l’edificio col quale, dopo circa trent’anni, viene ultimato il piano elaborato da Scharoun per il Kulturforum (comprendente, tra l'altro, la Neue Nationalgalerie, la Staatsbibliothek, la Berliner Philarmonie). Rinviata per motivi finanziari, la Kammermusiksaal (Sala per musica da camera) fu realizzata solo negli anni 1984-87 dall’allievo e collaboratore Wisniewskij. A partire dal 1978 Wisniewskij elaborò il progetto basandosi su alcuni disegni del maestro del 1972 (morto nello stesso anno). Il progetto è stato influenzato in modo significativo dall’edificio adiacente della Berliner Philarmonie, con cui forma un'unità architettonica. La Kammermusiksaal è collegata mediante un articolato atrio vetrato comune con l’edificio principale e tramite percorsi interni anche con il Musikinstrumenten-Museum (realizzato da sempre da Wisniewskij nel 1978-84 partendo ancora da un progetto di Scharoun) che si affaccia sulla Ben-Gurion-Straße. La sua forma, i suoi colori, la scelta dei materiali (calcestruzzo a vista, pietra, acciaio e legno) e il linguaggio architettonico si integrano perfettamente con l’adiacente edificio. Anche in questo caso la costruzione è stata progettata partendo dall’interno verso l’esterno. Ma al posto della pianta pentagonale, qui è stata elaborata una planimetria esagonale nata dall’incastro tra pentagoni (o triangoli). La sala presenta quindi un’asimmetria meno pronunciata rispetto a quella della Philarmonie. La struttura è basata sul concetto di mettere la musica "al centro dell'attenzione". La musica, così, diventa il principio generatore dell’intera composizione, tanto da determinare la conformazione architettonica della sala, determinata a sua volta dagli studi acustici svolti da Heiliger. Per motivi legati all’acustica, i 1.200 posti a sedere riservati al pubblico sono disposti in blocchi su vari livelli collocati attorno al palco, anch’esso esagonale, posizionato al centro della sala. I sedili sono configurati per consentire anche opere di musica sperimentale, in cui i musicisti possono disporsi su livelli diversificati, anche fra il pubblico. Anche in questo edificio cade la tradizionale contrapposizione tra "produttore" di musica e suoi "consumatori", in quanto tutti partecipano allo stesso evento artistico. Questa particolare organizzazione interna ha determinato una conformazione esterna particolarmente dinamica. L’esterno si configura, infatti, con una articolata copertura a tenda simile a quella dell’edificio con cui è collegato. Anche questo edificio stupisce per il suo aspetto esterno caratterizzato da lamine metalliche giallo-oro, le stesse applicate sulle pareti della Philarmonie nel 1978-81. La sua inaugurazione (nel 1987) è coincisa con il 750mo anno di fondazione di Berlino. Successivamente vennero aggiunte placche in allumino perforato anche sulla copertura in cemento, che inizialmente era dipinta in giallo-ocra. Nel 2010-11 la copertura è stata sottoposta ad un’operazione di risparmio energetico mediante l’applicazione di particolari isolamenti termici. Le vetrate oblique dell’atrio, delle porte e delle finestre sono state sostituite da vetri speciali che proteggono dalla luce solare, ma che contemporaneamente evitano la dispersione del calore. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)