Joseph Paul KLEIHUES, Block 270 Vinetaplatz, Berlin-Wedding, 1975-1977



Si tratta di un intervento a carattere sociale commissionato dalla DEGEWO Gemeinnützige AG. Venne eseguito nell’ambito del vasto piano di risanamento urbanistico di Wedding tra Puttbusser Straße, Brunnenstraße, Vinetaplatz e Wolliner Straße, area urbana urbanizzatasi tra la fine del XIX secolo e gli inizi del successivo, con i tipici isolati dagli stretti cortili interni. Invece di demolire edifici del passato e di cancellare il sistema di piazze, strade e corti esistenti, si preferì salvaguardare la città storica. La costruzione di Kleihues rientra nel programma di sistemazione di Vinetaplatz, zona che in quegli anni aveva subito un processo di emarginazione in quanto venutasi a trovare a pochi metri dal Muro. L’idea-guida era quella di recuperare la tipologia all’edificio residenziale a corte, tipica di Wedding, ma senza ripetere le gravi carenze delle vecchie Mietskasernen operaie. Il ritorno all'isolato ha comportato l'abbandono delle visioni urbanistiche del Razionalismo caratterizzate dagli edifici pluripiano in linea, a favore di una proposta che in grado di recuperare le caratteristiche storiche del luogo. L’architetto ha quindi ripreso, per la prima volta dal termine della II Guerra mondiale, la tipologia berlinese del Blockrandebauung (edificio a blocco con corte interna). L’intervento fece scalpore e fu criticato sia perché recuperava la tipologia del blocco chiuso, sia per l’uso del laterizio e dei serramenti in metallo (la struttura portante è però in cemento armato). Ma in poco tempo divenne il manifesto di un nuovo modo di concepire la città, opposto a quello funzionalista. Questo concetto di ricostituzione urbana mediante il recupero di tipologie abitative premoderne, Kleihues ha determinato un nuovo orientamento nella progettazione residenziale che verrà ampiamente approfondito nel corso degli anni Ottanta nell’ambito dei progetti di rinnovamento urbano promossi dall’IBA. Il Block 270, delimitato da Vinetaplatz, Wolliner Straße, Bernauer Straße e da Swinemunder Straße, misura 60x110 mt, contiene 126 alloggi con doppio affaccio (da 1 a 3,5 vani) e racchiude una corte interna di 3.400 mq; viene mantenuta l’altezza di 5 piani tipica di Wedding. Rispetto alle Mietskasernen, la corte è completamente libera e assume il carattere di area pubblica. Il dato innovativo è il trattamento degli angoli; qui il volume è stato svuotato da una smussatura diagonale a 45°, in modo da evitare la creazione di alloggi d’angolo scarsamente illuminati verso la corte. In questi punti il blocco edilizio è interrotto per lasciar spazio a passaggi, alti fino a 4 piani, tra strada esterna e corte interna. L’accesso ai vani scala avviene sia dal marciapiede esterno che dalla corte, generando reti di percorsi distinti. Il blocco è arretrato dal filo stradale in modo che gli ingressi e le finestre del piano rialzato siano protetti dal marciapiede da una fascia a verde. La composizione delle facciate esterne, con ampie finestre orizzontali e logge profonde, è una chiara ripresa dell’edilizia sociale degli anni Venti. Il prospetto interno ha i primi 4 piani in laterizio; l’ultimo è bianco e presenta un’alternanza tra terrazzi continui, portici e logge vetrate, che evitano la monotonia presente in molti complessi operai. La corte è valorizzata dalla presenza di giardini, spazi per i giochi e panchine. La qualità degli alloggi risulta quindi migliorata senza rinunciare alle qualità architettoniche tipicamente urbane del Blockrandbebauung. Per questo motivo il Block 270 verrà proposto come esempio tipologico anche per l'edilizia residenziale successiva. La struttura urbana della fine XIX secolo viene quindi rivalutata e proposta per affrontare le esigenze del vivere nella città contemporanea. In pratica è già un’anticipazione del concetto elaborato da Kleihues di "behutsame Stadtreparatur" (rinnovamento urbano cauto) concepito per rispettare l’insediamento storico composto da isolati, da piazze e da percorsi, che sfocerà poi nel concetto di "kritische Rekonstruktion der Stadt" (ricostruzione critica della città) di Berlino, messo in pratica dopo la caduta del Muro. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)