Joseph Paul KLEIHUES, Städtisches Krankenhaus Neukölln, Berlin-Neukölln, 1977-1986



La nuovo struttura ospedaliera è stata realizzata per sostituisce il vecchio ospedale costruito nel 1907-1913. Il progetto di Kleihues, elaborato in collaborazione con König, risale al concorso del 1973, ma i lavori iniziarono nel 1977. Solo dopo un periodo di costruzione, durato ben 9 anni, il complesso ospedaliero è stato inaugurato nel gennaio 1986. Si tratta di un gigantesco padiglione simmetrico la cui lunghezza raggiunge i 315 mt, con una larghezza di 62 mt e un’altezza di 20 mt, per una cubatura totale di 380.000 mc. La struttura, stretta e allungata, è stata determinate dalla forma del grande isolato su cui è stato realizzato. L’area è delimitata sui lati maggiori dalle due vie parallele di Kormoranweg e di Juchczweg, mentre il lato minore si affaccia sull’asse della Rudower Straße. La planimetria e la conformazione volumetrica, basata sulla simmetria e in rapporto diretti con la maglia stradale esistente, mostrano il definitivo superamento del metodo progettuale funzionalista che risaliva addirittura agli anni Venti. Dal punto di vista volumetrico, il complesso architettonico si compone di due lunghissime ali esterne alte 5 piani collegate tra loro da due corpi trasversali della stessa altezza. Il corpo edilizio che si sviluppa parallelamente alla Kormoranweg si presenta al passante come un lungo muro chiuso, concepito dall’architetto come uno sbarramento che protegge l’area ospedaliera. Visto dall’alto il complesso è strutturato in tre sezioni parallele; mentre le due esterne sono alte 5 piani, quella centrale è alta 2 piani e sporge sia sul fronte che sul retro a formare una piattaforma continua. Sull’asse longitudinale sono presenti tre corti interne rettangolari; quella centrale contiene una lunga hall vetrata, funzionalmente concepita come settore di smistamento nei vari reparti, ma visivamente e architettonicamente come monumentale luogo rappresentativo del complesso ospedaliero. Nelle due ali esterne, al di sopra dei primi due piani della piastra di base, si trovano i tre livelli con le stanze per i pazienti, per una ricezione di circa 700 posti letto; nei due livelli inferiori sono presenti le attrezzature per esami specialistici per circa 1.200 posti per degenze di una giornata. La composizione architettonica non è derivata dallo studio delle funzioni interne e dei vari percorsi di smistamento, ma discende dall’uso di un modulo base che ha determinato la conformazione e le dimensioni degli ambienti interni e la misura delle aperture e delle facciate. Dal punto di vista architettonico il complesso è composto da una combinazione di volumi formalmente molto sobri e compatti, disposti all’interno di una griglia reticolare ortogonale, come se l’insieme potesse in futuro svilupparsi nel tempo in tutte le direzioni a seconda delle necessità. La stessa griglia modulare si ripete anche nella stratificazione verticale delle varie unità. Le facciate in alluminio, rigorosamente geometrizzate con profili metallici neri, sono suddivise in sezioni quadrilatere bianche, il cui ritmo serve per mettere in risalto anche in verticale il modulo base usato nella progettazione. Le singole parti, strutturate dallo stesso sistema modulare, producono un effetto complessivo pacato e unitario. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)