Aldo ROSSI, Wohnkomplex Kochstraße, Berlin-Kreuzberg, 1986-1987




BLOCK 10
Il Block 10 è un isolato di grandi dimensioni che si trova nella Südliche Friedrichstadt, delimitato da Friedrichstraße, Kochstraße, Wilhelmstraße e Puttkamerstraße. Nel corso degli anni Settanta si trovava a pochi metri dal Muro, e proprio per questa sua posizione periferica era rimasto incompleto su gran parte del perimetro, mentre al suo interno erano state disordinatamente realizzate alcune costruzioni e strutture scolastiche. Come in altre zone della Südliche Friedrichstadt, anche per questo intervento a scala urbana, l’obiettivo era il ripristino della sua immagine storica. Per le nuove unità edilizie era stata richiesta la varietà architettonica ma nella continuità dei fronti stradali. Il perimetro era caratterizzato dall'alternanza tra vecchio e nuovo e dalla presenza di portici, negozi e luoghi pubblici. L’allineamento stradale era l’elemento ordinatore per un'architettura che avrebbe stabilito la continuità con la tradizione edilizia berlinese. L’edificazione ed il completamento del perimetro erano concepiti in rapporto alla città esistente. Era proprio la presenza dei portici che avrebbe conferito all’edilizia e alla strada il suo carattere urbano. Come in altri interventi individuati dall’IBA, si è voluto anche qui evitare l’errore tipico dell’architettura funzionalista di costruire solo all’interno dei lotti edificabili, dando luogo ad uno spazio urbano fluido, con un’edilizia omogenea e un’atmosfera desolante, come in molti interventi residenziali popolari creati in periferia berlinese nel Dopoguerra. Alla base della progettazione urbanistica c’è invece ora la struttura storica della città e la salvaguardia dell’isolato chiuso. Il concetto di permanenza della pianta della città come memoria della città, si è rivelato centrale per la pianificazione urbanistica della Friedrichstadt. Alla progettazione del Block 10 hanno partecipato vari gruppi di architetti, ognuno dei quali ha sviluppato una specifica sezione. Secondo il piano complessivo le varie unità avrebbero dovuto utilizzare un linguaggio severo in continuità con le linee architettoniche ancora riconoscibili dell'antica edificazione, ma anche quelle del primo Novecento. È stata però evitata la non-permeabilità tra esterno ed interno dell’isolato, creando facciate interrotte da aperture o spacchi, in modo da rendere visibile il verde interno. Questo verde, sebbene d’uso privato, può essere osservato dal passante, rendendo con ciò più piacevole il passeggio lungo le vie perimetrali. La connessione tra residenza, città e luoghi pubblici interni è accentuata dal verde e dai diversi percorsi che permettono di entrare nelle corti dai diversi punti delle strade perimetrali. In alcuni punti sono presenti squarci calcolati che permettono di vedere i lati degli edifici e le pareti in laterizio. Secondo il progetto, l’ingresso principale (non realizzato) si trovava sulla Wilhelmstraße; si trattava di un grande portale concepito come proseguimento della Anhalter Straße. Altri punti di ingresso avrebbero dovuto trovarsi lungo la Kochstraße e la Puttkamerstraße. L'angolo Puttkamerstraße/Friedrichstraße è svuotato da due parcheggi e da due edifici limitrofi della EdV Anlage. I due estremi sulla Wilhelmstraße erano segnalati da due grandi colonne (di cui fu realizzata solo quella di Rossi), che assumevano il valore di riferimento urbano. I tipi edilizi seguono generalmente lo schema a ballatoio affacciato verso l'interno dell'isolato. Sulla parte esterna delle facciate ogni appartamento doveva essere provvisto di loggia o di giardino d’inverno. Anche i materiali sono stati scelti in rapporto alla tradizione edilizia ottocentesca berlinese, in modo particolare il mattone. Del progetto approvato dall’IBA furono però eseguiti solo piccoli frammenti.

WOHNKOMPLEX KOCHSTRAßE
L’unità residenziale elaborata da Rossi occupa l’angolo tra Kochstraße e Wilhelmstraße. L’edificio, progettato nel 1981, venne realizzato negli anni 1986-87. Seguendo le indicazioni dal programma IBA di rispettare l'immagine storica della Friedrichstadt, l’architetto ha creato un edificio geometricamente severo che riprende le linee architettoniche ancora riconoscibili della tradizione berlinese, in particolare la continuità del fronte stradale. La nuova costruzione ha ripristinato l’antico tracciato stradale ponendosi in continuazione con l’edificio sottoposto a tutela ambientale della Haus Merkur, di cui rispetta anche l’altezza di gronda. La facciata sulla Kochstraße è ritmata dalla presenza di torri arretrate dal filo stradale, contenenti i collegamenti verticali, la cui autonomia è sottolineata dal colore verde e dal fatto che terminano in due spioventi appuntiti che determinano l’aspetto di guglie gotiche. Questa verticalità viene però equilibrata dalle fasce orizzontali di mattoni gialli che contrastano con quelli rossi. Sulla Wilhelmstraße sono invece presenti ampi giardini d’inverno vetrati, concepiti sia per proteggere gli alloggi dai rumori provenienti dalla strada sia per sfruttare l’energia solare nei mesi invernali. Complessivamente i due corpi edilizi risultano strutturati in sette sezioni che riprendono le scansioni del fabbricato originario distrutto durante la II Guerra mondiale. I materiali scelti sono quelli storici dell'edilizia berlinese, cioè il laterizio e il vetro nelle facciate esterne, l’intonaco bianco per quelle interne e il rame verde per le coperture; gli infissi sono in legno verniciati di bianco oppure rivestiti in alluminio verde. La continuità con l’edilizia circostante è stata raggiunta anche con i portici lungo la Kochstraße, in cui era prevista la creazione di negozi al dettaglio; la loro presenza accentua il carattere urbano dell’intervento edilizio, in stretto rapporto con la strada esistente. Sull’angolo Wilhelmstraße/Kochstraße la costruzione di Rossi è stata come svuotata per lasciar posto ad una gigantesca colonna bianca che divide i due fronti stradali. Questa elemento segnala l’ingresso principale del complesso residenziale, ricavato mediante un taglio profondo aperto tra i due corpi edilizi. Essa, di forte impatto visivo, contrasta cromaticamente col rosso dei prospetti, e si pone come una cerniera da cui si snodano i due bracci del complesso. La sua presenza, oltre che conferire un aspetto monumentale all’intervento di Rossi, costituisce l’elemento di riconoscibilità urbana e di caratterizzazione di questo "frammento" di città. Nella facciata sulla corte a giardino, completamente intonacata di un bianco candido, sono sistemate ampie logge quadrate. All’interno sono stati ricavati 83 appartamenti strutturati a partire da uno stesso tipo di base, che varia solo per i diversi rapporti tra cucina, zona pranzo e soggiorno. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)