Mario BOTTA, Wohnhaus am Lützowplatz, Berlin-Tiergarten, 1988-1990




WOHNPARK AM LÜTZOWPLATZ, Block 234, 1985-1992
Il Wohnpark am Lützowplatz è un complesso residenziale realizzato sull’enorme Block 234, un isolato a forma quadrilatera delimitato dalla Lützowplatz, da Lützowstraße, Derfflingerstraße, Einemstraße e dalla Kurfürstenstraße, che si trova appena a sud del Landwehrkanal. È stata concepito come parte integrante dell’IBA 87 e si compone di edifici residenziali, attrezzature collettive, verde attrezzato e infrastrutture, i cui interventi sono stati progettati da studi di architettura tedeschi e stranieri. La prima edificazione dell’isolato, che risale al Piano Hobrecht del 1859/60, avvenne lungo il perimetro da cui partivano vie minori che portavano verso l’interno. Sui lati esterni e sulla Lützowplatz vennero realizzate eleganti ville urbane signorili (più volte ricostruite). La II Guerra mondiale distrusse quasi completamente l’isolato. Seguendo le teorie funzionaliste, anche a Berlino, come in tutte le grandi città europee, i piani di ricostruzione si caratterizzarono per la presenza di una rete di autostrade urbane e di ampie strade a scorrimento veloce. Per la Lützowplatz e il Block 234 fu elaborato, nel 1964, un piano di sviluppo e di riqualificazione urbanistica che favoriva lo scorrimento del trasporto privato. Sulla Einemstraße venne infatti aperta un’ampia arteria stradale a più corsie, che confluiva nella Lützowplatz e che, insieme alla Lützowstraße, formava un enorme snodo stradale. Lungo la Kurfürstenstraße era addirittura in programma un’autostrada urbana (la tangenziale sud). Dopo la demolizione di vecchi edifici e di quelli danneggiati dalla guerra, sulla Lützowplatz e sugli altri lati vennero innalzati edifici disomogenei tra loro (amministrativi, residenziali, case in affitto). Negli anni 1972-1974, lungo la Derfflinger Straße venne realizzato il Französisches Gymnasium, un complesso scolastico di grandi dimensioni, per la cui realizzazione vennero eliminate due vie interne all’isolato. Fino a metà degli anni Settanta, la maggior parte del Südliche Tiergarten era stata ricostruita in modo frammentario e disordinato. Nel 1973 il Senato di Berlino Ovest indisse un concorso di idee per la progettazione urbanistica dell’area Landwehrkanal/Tiergartenviertel, comprendente anche il Block 234, che mise ancora in primo piano la progettazione di nuove arterie stradali, trascurando completamente le problematiche dell’immagine urbana. Il piano, presentato nel 1977, fu subito abbandonato nel 1978 con la nascita dell’IBA, quando la zona venne scelta come area dimostrativa. Per il Block 234, che necessitava di una riparazione urbanistica, vennero formulati i seguenti obiettivi generali: costruzione di una cortina continua su Lützowplatz, di un grande complesso residenziale immerso nel verde (Wohnpark am Lützowpark), di una scuola materna, di percorsi pedonali pubblici. Per l’IBA 87 vennero definiti obiettivi più puntuali: riorganizzazione dell'isolato e degli spazi interni; rifacimento urbanistico del perimetro dell’isolato e raccordo con l’altezza di gronda esistente; trasformazione del tipo edilizio della villa borghese in una moderna casa plurifamiliare; collegamento dei percorsi pedonali interni con quellii creati nell’adiacente Stadthausquartier (a nord della Lützowstraße) e nella Lützowplatz; creazione di ville urbane immerse nel verde; creazione di abitazioni per disabili in centri residenziali a carattere terapeutico-assistenziale e di strutture assistenziali per bambini; formazione di una stazione di trasformazione elettrica; scuola materna e parco giochi; ville urbane sulla Kurfürstenstraße. Come in altri interventi IBA, anche in questo caso la villa urbana è vista sia come mezzo per la riparazione di un’area segnata dalle distruzioni della guerra nel rispetto dei riferimenti edilizi storici, sia come trasformazione del tipo edilizio della villa borghese in una elegante casa plurifamiliare contemporanea (villa in "elevazione"). Entro la fine degli anni Ottanta sulla Lützowstraße, sulla Einemstraße e sulla Lützowplatz sono stati creati nuovi edifici residenziali a più piani ed edifici per uffici formanti una tradizionale cortina edilizia chiusa. Sulla Kurfürstenstraße sono state realizzate due ville urbane. Il settore interno è stato completato con un vero e proprio campionario di ville urbane pluripiano, con la nuova scuola materna e con un parco giochi. In totale sono state realizzate 215 nuove unità abitative.

WOHNHAUS AM LÜTZOWPLATZ, 1988-1990
L’edificio residenziale progettato da Botta fa parte del Wohnpark am Lützowplatz ed occupa l’angolo tra la Lützowplatz e la Lützowstraße, proprio di fronte al Grand Hotel Esplanade di Sawade. Insieme alle unità residenziali limitrofe, ricostruisce la cortine edilizia chiusa, tipica della tradizione edilizia berlinese. I due lati della facciata, sebbene si uniscano ai muri dei due edifici adiacenti, ne negano la continuità, in particolare con la Wohnhaus di Cook, creata nello stesso periodo, con la quale contrasta per colori, materiali e scelte formali. I due prospetti esterni sono rivestiti con una strato in laterizio. L’ingresso principale, posizionato esattamente sull’angolo, è inquadrato da due colonne alte due piani. Al di sopra di esse, l’angolo, rivolto diagonalmente verso la piazza, è completamente svuotato dalla presenza di quattro logge sovrapposte. Come nelle sue ville ticinesi, anche in questo caso Botta evita il concetto di casa funzionalista "che si apre alla città". Essa è infatti chiusa e introversa, una specie di belvedere-bunker al cui interno la famiglia si sente protetta. La metafora difensiva è sottolineata dal ritmo serrato di queste finestre-feritoie. Rinchiusi dietro questo ermetico guscio murario, scarsamente fessurato, gli alloggi risultano quasi completamente estraniati ed avulsi dal contesto urbano. Dal punto di vista formale l’edificio è concepito come un segno forte nel paesaggio urbano della Lützowplatz. Rispetto al metodo progettuale del Movimento moderno, in questo caso l'architettura è stata generata a priori attraverso l'assemblaggio e l’incastro di volumetrie archetipe ed elementari. La volumetria è infatti semplice, geometrica e austera. Botta ha adottato uno schema centrale simmetrico, con le due facciate rigorosamente identiche. Esse sono ritmate da piccole finestre quadrate, tutte uguali ed equidistanti tra loro, disposte entro una rigida griglia reticolare. Le parti piene sono formate da mattoni gialli e rossi che formano una composizione modulare. Caratteristici dell’architettura di Botta sono, oltre all’utilizzo del mattone, la presenza di tagli e spaccature visibili, oltre che sull’asse verticale dell’edificio, anche nelle due incisioni orizzontali che svuotano il corpo volumetrico al piano terra e al primo piano. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)