Charles MOORE, Wohnanlage am Tegeler Hafen, Berlin-Tegel, 1984-1987





È un intervento di grandi dimensioni che si stende lungo il braccio allungato del Tegeler See. La zona di Tegel, in passato un importante quartiere industriale, cadde in declino a causa della divisione di Berlino e del suo isolamento dal centro. Negli anni Sessanta/Settanta l’area consisteva in gran parte di terreni abbandonati, piccoli giardini e parcheggi. Le acque del Tegeler See erano inquinate, per cui la zona era difficilmente recuperabile. Nel 1978 il Senato di Berlino Ovest valutò la possibilità di trasformare le superfici industriali dismesse e l’area del porto di Tegel in aree per il tempo libero per gli abitanti di Berlino Ovest. L'inserimento di Tegel nelle aree dimostrative dell’IBA, fu dovuto al fatto che esso era ritenuto adatto ad essere usato come area per attività ricreative complementare a quelle del centro urbano. L’obiettivo dell’IBA era quindi quello di riqualificare quest’area periferica mediante il suo riassetto urbanistico e architettonico e la creazione di edifici residenziali e usi culturali. Il concorso urbanistico internazionale svoltosi nel 1980, fu vinto dal gruppo americano Moore+Ruble+Yudell. Usando l'acqua come elemento caratterizzante del progetto e sfruttando le qualità paesaggistiche della zona, Moore ha sviluppato un "paesaggio urbano aperto" formato da due aree distinte ma interrelate tra loro: una ricreativo/culturale, l'altra residenziale, il tutto immerso nel verde. Il progetto prevedeva di sviluppare il bacino portuale ad alta densità edilizia. Ai rigidi schemi funzionalisti, è stata preferita una composizione urbanistica caratterizzata da forme organiche, cioè lunghi edifici in linea dalle forme ondulate, e da una sequenza di Stadtvillen, le palazzine plurifamiliari isolate e accostate tra loro su una lunga striscia tra il lungolago e l’area a verde. I singoli edifici, realizzati da vari architetti, seguirono la richiesta di Kleihues di creare un’immagine complessiva fosse variegata ed arricchita da edifici isolati. Al centro del lago è presente un’isoletta artificiale alberata di forma regolare a cui ai giunge tramite tre ponticelli. Sull’isoletta e sulla baia orientale erano previsti spazi ricreativi (solo parzialmente realizzati) per il tempo libero, edifici pubblici a carattere sportivo e culturale, una scuola comunale, una scuola di musica e una sala per usi collettivi. In riva al bacino lacustre venne creata, su progetto di Moore+Ruble+Yudell, anche la Humboldt Bibliothek, la cui forma, simile ad un capannone industriale, ricorda la funzione svolta da quest’area in passato. L’impianto di depurazione dell’acqua venne realizzato nel 1982-85 da Peichl, seguendo anche lui la tradizione degli edifici industriali berlinesi. Nella parte occidentale si sviluppa l'insediamento residenziale composto da varie tipologie architettoniche, con edifici immersi in zone alberate. Per accentuare la varietà stilistica dell’insieme, le architetture sono state affidate a più architetti di fama internazionale. Gli edifici residenziali, gli spazi aperti e i percorsi sono stati impostati seguendo un disegno planimetrico curvilineo, formando volutamente una composizione urbanistica molto variegata. Il settore residenziale è situato tra la Am Tegeler Hafen e la "promenade" lungo le rive del lago. Qui si sviluppano tre edifici in linea dalla planimetria ondulata (Wohnschlangen) realizzati da Bangert+Jansen+Scholz, Schultes e Poly+Steinebach+Weber. Sulla Am Tegeler Hafen sono presenti sette ville urbane (Moore+Ruble+Yudell; Poly+Steinebach+Weber; Stern; Tigerman; Portoghesi; Grumbach; Hejduk) con varianti stilistiche postmoderne, che in alcuni casi citano elementi rococò e barocchi. Gli spazi per la circolazione sono suddivisi in percorsi per le automobili, pedonali e ciclabili. Per accentuare il carattere comunicativo dei percorsi pedonali, i marciapiedi sono spaziosi e lastricati in vari modi. L’insediamento, ultimato nel 1987, si compone di ben 351 unità abitative, quasi tutte in edilizia sociale o agevolata. Dopo la caduta del Muro, nella aree centrali di Berlino vennero create molte altre possibilità per il tempo libero, causando un certo disinteresse per Tegel, per cui l’isola artificiale è stata lasciata in stato di abbandono.

WOHNHOF AM TEGELER HAFEN
Il Wohnhof, progettato direttamente da Moore, è la grande unità residenziale che si trova al termine del percorso naturalistico che corre lungo l’interno dell’area. Con le sue 165 unità abitative, create nell’ambito dell’edilizia sociale, è l’intervento principale dell’intero insediamento. L’architetto ha messo in pratica quella che lui stesso ha definito una "architettura di inclusione" (piuttosto che "di esclusione" come invece era tipica del Movimento moderno, che tendeva sempre ad escludere il superfluo). Per questo motivo l’intervento, sebbene suburbano, sviluppa un’architettura a scala urbana che integra elementi urbani tradizionali con elementi suburbani, con corti e portici, con richiami al passato e al presente, in modo da suscitare nel fruitore ricordi ed emozioni. La costruzione segue un disegno planimetrico a ferro di cavallo attorno ad una enorme corte residenziale a verde pubblico (Wohnhof). Essa consiste in un complesso articolato di case a schiera la cui altezza minima è di 3 livelli, per salire fino ad un’altezza massima di 8 piani. Viene quindi recuperata la copertura a gradoni a falde inclinate che raggiunge l’altezza maggiore al di sopra dell’enorme portale ingresso alla corte. Le unità abitative interne, ampiamente vetrate, presentano planimetrie articolate e differenziate tra loro. Gli esterni, dai colori pastello, sono strutturati come una sorta di blocchi impilati uno sopra l'altro. Sulle facciate sono presenti alcuni elementi dell’architettura del passato, come le arcate a tutto sesto delle alte finestre, i timpani, i portali, le finestre incorniciate da sistemi trilitici, gli alti spioventi del corpo d’ingresso. Dalle falde inclinate delle coperture spuntano mansarde vetrate oppure si vedono alcuni ritagli entro cui sono state ricavati piccoli tetti-giardino integrati agli alloggi dell’ultimo piano. Verso la Am Tegeler Hafen, la costruzione si affaccia su un’ampia corte ottagonale, nei cui lati aperti sono state ritagliate quattro porte che aprono il complesso in tutte le direzioni; su due lati chiusi, invece, si appoggiano le teste di due Wohnschlangen. L’intero intervento di Moore+Ruble+Yudell, ma in particolare questo corpo residenziale, si compone di significativi esempi dell’architettura postmoderna, ed ottenne vasti consensi da parti dei cittadini, delle autorità, dei committenti e soprattutto della critica architettonica di quegli anni. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)