Gottfried BÖHM / Robert KRIER, Ricostruzione di Prager Platz, Berlin-Wilmersdorf, 1982-2002




La Prager Platz è un luogo importante sia dal punto di vista storico che urbanistico. Il suo impianto, caratterizzato da cinque strade che vi convergono a stella, fu definito nel periodo dell'urbanizzazione di Wilmersdorf nella seconda metà del XIX secolo. Fino al piano di fabbricazione del 1870-74, l’area era ancora a carattere boschivo o rurale. Questa struttura regolare, ancora oggi visibile nella planimetria di Berlino, si rifaceva ai piani assiali tardobarocchi tedeschi. Si tratta di un’ampia area quadrilatera che ha come vertici Fasanenplatz, Nürnberger Platz, Prager Platz e Nikolsburger Platz. In conformità con le prescrizioni edilizie del nuovo piano del 1885, sul perimetro della piazza sorsero nuovi edifici residenziali pluripiano tipicamente urbani, in stile tardo-guglielmino, che la caratterizzarono dal punto di vista architettonico. Al centro venne formata una rotonda ben curata e con verde pubblico centrale. Dal 1913 arrivarono i collegamenti del tram elettrico e della U-Bahn. La zona intorno alla Prager Platz era diventata uno dei settori residenziali e commerciali più apprezzati della città. Il suo sviluppo urbanistico fino alla fine degli anni Trenta, dimostra che la piazza era un’area urbana tra le più significative di Berlino. Ma con le gravi distruzioni della II Guerra mondiale, perse le sue caratteristiche di area residenziale e commerciale. Durante la ricostruzione, la precedente struttura urbana e la forma della piazza dovettero soccombere all’ideologia urbanistica degli anni Cinquanta, tramite la costruzione di una rigida edilizia diradata, formata da edifici lamellari, che determinarono una radicale trasformazione dell’immagine urbana. Inoltre, la trasformazione del Bundesallee in un’arteria stradale ad alto scorrimento, trasformò completamente l’immagine di Wilmersdorf. Le prime riflessioni teoriche sul significato storico della piazza, vennero elaborate nel corso degli anni Settanta. Nel 1976 venne condotto, per la Prager Platz, lo studio "Modelli per una città", in cui Böhm, Krier e Aymonino avevano elaborato proposte per un spazio urbano fondato su basi storiche. I loro approfondimenti hanno mostrato che esistevano possibilità di ripensare gli spazi urbani sulla base della loro configurazione tradizionale. Nel 1978-79 venne elaborato da Krier e Böhm un piano urbanistico per l’intero settore della piazza, in cui vennero anticipate le idee-guida, i principi, i concetti e le finalità della futura IBA 84/87. Nel 1978 venne fissato che l’adozione della pianificazione di Krier/Böhm per la Prager Platz dovesse diventare parte integrante della IBA-Neu. Questo progetto per il ripristino dell’edificazione sui margini della piazza, può essere considerato il progetto-campione dell’IBA 84/87. La Prager Platz divenne forse, come nessun altro progetto della mostra, il riferimento per un dibattito teorico sull’architettura e sulla pianificazione dello spazio urbano, al cui rinnovamento si doveva conferire quell'importanza a lungo negata durante l’era dell'urbanistica funzionalista. A partire dal 1982 la piazza venne infatti ricreata seguendo la forma della sua struttura storica. Per questo motivo essa ha assunto un’importante testimonianza nella storia dell’urbanistica contemporanea. In nessuno altro ambito urbano degli anni Ottanta, si incontra in modo così evidente il concetto della "ricostruzione critica", che ha portato alla ripresa degli elementi architettonici storici. Questo intervento è un importante riferimento non solo urbanistico, ma anche dell'architettura postmoderna di quel periodo. Il forte interesse teorico che ha accompagnato la trasformazione della piazza e il suo innalzamento a simbolo delle trasformazioni urbanistiche definite dall'IBA, ne hanno fatto un intervento molto dibattuto tra gli specialisti. Lo spazio urbano è ora visto come qualcosa che deve essere definito dagli aspetti formali di edifici e strade, e non solo dai semplici effetti dovuti dalle pure esigenze fisiologiche e igieniche (che si rifaceva ancora al concetto di "luce, aria e sole").

RICOSTRUZIONE DI PRAGER PLATZ, 1986-2002
Obiettivo specifico del progetto per la costruzione lungo il perimetro della piazza era il ripristino dell’immagine urbana storica, con edifici d’angolo dall’andamento arrotondato. Attraverso la ricostruzione delle cubature originarie, la piazza e l’intero margine hanno recuperato la loro identità e il loro effetto originario. Per quanto concerne gli utilizzi, erano previsti in prevalenza edifici residenziali, con negozi e locali pubblici al piano terra. Il piano urbanistico fu concepito principalmente da Böhm, gli edifici limitrofi da Böhm, Krier e Aymonino, tre tra i più rinomati architetti postmoderni. Malgrado le loro forme individuali, i singoli edifici danno vita ad un’impostazione urbanistica unitaria. Tra il progetto e la sua parziale realizzazione trascorsero però più di dieci anni; ciò è da ricondurre alle interminabili trattative per le caratteristiche architettoniche ed il finanziamento delle costruzioni. Alla fine le proposte di Krier/Böhm furono realizzate solo parzialmente e con alcune trasformazioni. Le costruzioni non sono state realizzate nella molteplicità di funzioni previste (le infrastrutture sociali, la piscina e il centro di vicinato non furono realizzati). I due architetti, che spesso hanno ripreso nei loro progetti elementi e forme della città del passato, in questo piano hanno ripreso le forme geometriche della piazza barocca berlinese, utilizzando piante rotonde, ottagoni e quadrilateri. Gli edifici si distinguono per l’uso di un linguaggio architettonico comune, che rinuncia però alla gerarchizzazione presente in passato; nessun edificio domina sugli altri sia dal punto di vista formale che dimensionale. Böhm ha realizzato due blocchi commerciali/residenziali, uno tra Prinzregenstraße e Tautenstraße, il secondo tra questa e Prager Straße, le cui forme citano gli edifici preesistenti. Al piano terra è presente un porticato pubblico; è stato eliminato il piano nobile e l’accentuazione signorile precedente. La costruzione tra la Trautenaustraße e Prager Straße (parzialmente realizzata nel 1986-1989), è l’edificio più grande della piazza; doveva accogliere nei primi due piani attività commerciali e professionali e servizi pubblici per il tempo libero (in particolare la piscina), contiene oggi il Prager Passage, un centro commerciale con 17 esercizi, inaugurato solo nel 2002. Nel resto dell’edifico, che in origine prevedeva abitazioni sociali, ci sono oggi un ristorante e un hotel con 190 posti-letto. L’edificazione segue comunque il piano di Böhm, riprendendone le forme e le impostazioni progettuali, evitando quindi alcuna rottura stilistica nell'immagine complessiva. Nella costruzione tra Prinzregentenstraße e la Trautenaustraße viene addirittura realizzata una piccola "fortezza" composta da due torri difensive comprensive di merlatura. L’edificio di Krier (del 1986-88) si trova sull’angolo tra Pragerstraße e Motzstraße. L’architetto ha elaborato qui una soluzione composta da una torre con planimetria poligonale, che rappresenta un punto di orientamento spaziale nella piazza; qui l'angolo viene sottolineato da questo blocco simile ad una fortezza culminante in una grande torre medievale, un esplicito richiamo all’edificio presente in passato in questo stesso punto. L’edificio residenziale/commerciale di Aymonino (realizzato nel 1987-89) si trova sull’angolo tra Prinzregentenstraße e Aschaffenburger Straße. Egli riprende la struttura a gradoni degli edifici d’età guglielmina, ma dal punto di vista espressivo, questo fabbricato ha una concezione più dinamica, pur usando uno stile severo e razionale. Il centro della piazza venne ultimata nel 1986, prima ancora degli edifici; la sua impostazione segue l'idea-guida di concepire la piazza come "un occhio verde [con] la pupilla blu", in quanto al centro venne ricavato un bacino d'acqua. Dopo la sua ultimazione (2002), la piazza, coi suoi negozi, i caffè e la sua tranquillità, è molto frequentata. Il concetto "riparazione urbana" è stato qui espresso in modo chiaro, in quanto un’area urbana in precedenza completamente distrutta e quasi dimenticata, è stata recuperata e rivitalizzata in base alle nuove esigenze sociali, senza trascurare l’aspetto storico-architettonico. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)