Mark BRAUN, Spreedreieck, Berlin-Mitte, 2006-2009




Imponente complesso a carattere terziario e commerciale con cui è stata riempita anche l’ultima area vuota lungo la Friedrichstraße, un lotto triangolare di circa 4.200 mq delimitato da Friedrichstraße, dalla Spree e dalla Bahnhof Friedrichstraße. Già nel 1921 era stato indetto un concorso per la progettazione su quest’area di un grattacielo, a cui parteciparono, tra gli altri, Häring, Poelzig e Mies van der Rohe, che presentò il famoso progetto per un Grattacielo in vetro per uffici alto 20 piani con nucleo centrale destinato ai collegamenti verticali. L’area rimase però sempre vuota finchè, nel 1962, le autorità della DDR realizzarono, nell’angolo occidentale del lotto, l’edificio per i controlli del passaggio di frontiera dalla Bahnhof Friedrichstraße (chiamato nel linguaggio comune Tränenpalast). Dopo la vendita del terreno nel 2000, da parte dello Stato di Berlino, i proprietari dell’area indissero un concorso internazionale per la realizzazione di un complesso edilizio a carattere terziario. Il concorso fu vinto da Braun che, prendendo spunto dal progetto di Mies van der Rohe, propose una enorme struttura trasparente di decine di piani per un’altezza di circa 200 mt. Con queste dimensioni, la costruzione sarebbe diventata uno dei più potenti simboli del centro di Berlino. Per la sua ubicazione, in una delle zone strategiche di Mitte, e per le sue dimensioni, l’edificio è stato uno dei più contestati della nuova Berlino. A seguito di accese discussioni tra politici, scontri legali, lamentele dei commercianti delle aree limitrofe (che sarebbero stati completamente oscurati dal nuovo grattacielo), il progetto è stato continuamente modificato e infine ridimensionato su richiesta delle autorità berlinesi. Il risultato di tali compromessi è stato che, invece del previsto grattacielo alto e snello, è stato ottenuto un edificio tozzo e sproporzionato, più ampio che alto. Malgrado tali restrizioni, l’edificio, per le sue imponenti dimensioni, è comunque uno dei segni urbani più forti di Mitte. Si differenzia notevolmente da tutte le nuove costruzioni realizzate lungo la Friedrichstraße dopo il 1989. Alle rigorose geometrie degli edifici realizzati a sud della S-Bahnlinie, la costruzione, alta 10 piani per 42 mt, oppone una forma che rende omaggio alla proposta di Mies van der Rohe. Proprio come quel progetto, l’opera di Braun evita gli spigoli taglienti a favore di un andamento ondulato definito da una linea sinuosa. Il piano terra completamente vetrato, al cui interno sono ospitati negozi, sostiene due volumi gemelli leggermente ricurvi e sfalsati tra loro, che si incuneano l’uno nell’altro; essi sono interconnessi dal nucleo centrale contenente scale, ascensori e atri, a cui si accede da una apertura alta e stretta. I due volumi si aprono verso la Bahnhof Freidrichstraße a formare una piazza triangolare al cui interno è stato mantenuto il Tränenpalast, sottoposto a tutela storico-monumentale. Anche l’uso minimalista dei materiali (vetro e metallo bronzeo) ricorda le proposte verticaliste che Mies van der Rohe aveva concepito per New York negli anni Cinquanta. Il guscio esterno dello Spreedreieck ha incontrato molte critiche; formato da una sequenza di lesene ravvicinate tra loro e sporgenti rispetto al piano vetrato, appare decisamente chiuso e, se ci si avvicina dalla Friedrichstraße, la moltitudine di lesene danno l’idea di una parete metallica chiusa. Le forme sono dinamiche, ma, a causa dei materiali scuri utilizzati, la costruzione appare piuttosto statica, in antitesi rispetto alla trasparenza e leggerezza della proposta di Mies van der Rohe. Le lamelle e i davanzali orizzontali dalle tonalità bronzee, riprendono i colori della vicina Bahnhof Friedrichstraße, ma risultano troppo scuri e tendono ad appesantire la costruzione. Nei piani superiori sono stati creati 30.000 mq di spazio per uffici. Per un lungo periodo di tempo l’edificio è stato affittato alla società finanziaria Ernst & Young. (testo e immagini di Pierluigi ARSUFFI, tutti i diritti riservati)